LA PORTALETTERE DI FRANCESCA GIANNONE, VINCITORE DEL PREMIO BANCARELLA 2023
LETTURA SCELTA PER MAGGIO DAI MEMBRI DEL GRUPPO DI LETTURA ITALIANO
Un’appassionante storia di coraggio ed emancipazione femminile ambientata in un paesino del Sud tra gli anni ’30 e gli anni ’60. Salento, giugno 1934. Nella piazza principale di Lizzanello, dove vivono poche migliaia di anime, si ferma un autobus da cui scende una coppia, Carlo e Anna. Carlo, figlio del Sud emigrato al Nord, è contento di essere tornato a casa, mentre Anna ha uno sguardo pensieroso e preoccupato perché sa di essere arrivata in una terra che non le appartiene. Anna è quella diversa, è la “forestiera” che non si adatta alle regole che imprigionano le donne del Sud: non va in chiesa, dice sempre quello che pensa ed è determinata a vivere la sua vita senza condizionamenti. Trascorso un anno dal suo arrivo, Anna fa qualcosa di impensabile ed estremamente rivoluzionario: si iscrive al concorso per entrare alle Poste. Una postina donna non si è mai vista in paese, ma Anna sorprende tutti, vince il concorso e inizia a lavorare come “portalettere”. La notizia stravolge Lizzanello e fa storcere il naso a tutti quei pettegoli, uomini e donne, che dicono che Anna “non durerà”. Anna lavorerà invece per vent’anni consegnando lettere, cartoline e messaggi. Diventerà un filo invisibile che unisce le vite di tutti i paesani e inconsciamente – ma soprattutto senza che nessuno lo voglia – cambierà molte cose. Accanto ad Anna, in tutti questi anni, il fedele marito Carlo che non ha mai smesso di sostenerla e amarla, e Antonio, fratello inseparabile di Carlo, innamorato di lei da sempre. A fare da sfondo alle vicende della famiglia Greco e di Anna, gli eventi drammatici della Seconda Guerra Mondiale e i movimenti femministi
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ATTENZIONE:
PROSSIMO INCONTRO: VENERDÌ 28 MARZO 18:30.
CONDIVISIONE DEL LIBRO «IO E TE» DE NICCOLÒ AMMANITI
IL GIOVEDÌ GRASSO È TRADIZIONALMENTE UNO DEI GIORNI PIÙ IMPORTANTI DEL CARNEVALE
Il Giovedì Grasso è tradizionalmente uno dei giorni più importanti del Carnevale. Si tratta del giovedì che apre i sei giorni più intensi, fatti di feste, giochi, maschere, e che si celebrano in tutto il mondo. Ma perché si chiama Giovedì Grasso? Quando cade e cosa si fa? Giovedì Grasso nel 2025: quando cade
Giovedì Grasso nel 2025 cade il 27 febbraio.
Si tratta del primo dei sei giorni più intensi del Carnevale, che hanno il loro clou nella domenica successiva e soprattutto nel Martedì Grasso. Quest’ultimo, quest’anno, è il 4 marzo e si tratta del giorno precedente al Mercoledì delle Ceneri. che per il rito romano rappresenta l’avvio della Quaresima. Il Giovedì Grasso in passato aveva la stessa “funzione” del Martedì successivo. I cittadini di ogni classe sociale si riunivano per mangiare tutto ciò che potevano, soprattutto la carne di maiale, prima del digiuno quaresimale, che durava (e dura ancora oggi) dai 40 ai 44 giorni.
Il Giovedì Grasso a Venezia e in Toscana
A Venezia, inoltre, il Giovedì Grasso era tradizionalmente indicato come il giorno di una vittoria della Serenissima, e cioè quella compiuta dal doge Vitale Michiel II sul Patriarca Ulrico di Aquileia. Un evento che, per essere celebrato a dovere e ricordato, prevedeva il taglio della testa dei tori, che simboleggiava l’eliminazione di ogni ostacolo. A farlo erano macellai e fabbri. In Toscana, invece, per il Giovedì Grasso si preparava la tradizione del Berlingaccio, termine mezzo tedesco e mezzo latino (bretling e ligere le due parole chiave), che testualmente significherebbe leccare con insistenza ma che a Firenze significa abbuffarsi. Si mangia il berlingozzo, un dolce a forma di ciambella.
Cos’è il Giovedì Grasso? Storia e curiosità sul Giovedì Grasso a Venezia
Giovedì Grasso si chiama così perché originariamente era il giorno che apriva il Carnevale e in cui era possibile abbuffarsi di cibo, prima dell’inizio della Quaresima: un periodo di digiuno e astinenza, in preparazione alla Pasqua.
Durante la Serenissima, la festa del Giovedì Grasso si svolgeva in Piazzetta San Marco, davanti il Palazzo Ducale.
Tutt’attorno equilibristi si calavano dal Campanile, tramite lunghe funi e acrobati si esibivano nelle “Forze d’Ercole”: una sfida, in cui bisognava formare una piramide umana, posta su tavolati alla base.
Tutto questo, era uno spettacolo in onore del Doge, che assisteva alla scena dal balcone del Palazzo Ducale
Come si festeggia il Giovedì Grasso a Venezia?
Come abbiamo visto, il Giovedì Grasso era il primo giorno di festa che tradizionalmente apriva il Carnevale di Venezia, il quale, finisce invece con il Martedì Grasso, l’ultima giornata in cui è possibile festeggiare prima del Mercoledì delle Ceneri.
Proprio oggi, come in passato, il Giovedì Grasso a Venezia le persone si ritrovano assieme per festeggiare il Carnevale.
Sono davvero tanti gli eventi pubblici che si terranno in città.
Le frittelle: il dolce tipico del Carnevale di Venezia per eccellenza
Non puoi immagine quanto sia antica la ricetta delle frittelle veneziane. Le frittelle, o “frittole” in veneziano, sono uno di quei dolci che puoi assaggiare solamente durante il periodo del Carnevale di Venezia. Sono bomboloni fritti, ripieni alla crema, alla cioccolata, allo zabaione o semplicemente con uvetta e pinoli. Come anticipato,la ricetta delle frittelle veneziane trova le sue origini nel passato, precisamente nel 17esimo secolo, quando i “fritoleri” (coloro che, per legge, erano adibiti alla produzione di frittelle durante la Serenissima) erano circa 70, tanto che fu fondata anche una congregazione chiamata appunto “Congregazione dei fritoleri” e la frittella fu nominata Dolce Nazionale del Veneto. Oggi puoi trovare le frittelle praticamente ovunque durante il Carnevale, ogni pasticceria e panificio fa a gara per produrre le più buone, ma sta a te scegliere quale provare per prima!
Le Castagnole: un altro dolce tipico del Carnevale di Venezia
Ma i dolci tipici del Carnevale di Venezia non si fermano certo qui, all’appello mancano le Castagnole, anch’esse rigorosamente fritte. Secondo la tradizione, anche la ricetta delle Castagnole è molto antica (sembra siano nate nel 18° secolo), e queste piccole palline di pasta fritte vengono considerate il simbolo del Carnevale non solamente a Venezia.
IO E TE, UN ROMANZO BREVE CHE RACCONTA LA STORIA DI LORENZO, UN ADOLESCENTE INTROVERSO E SOLITARIO
Il protagonista della storia è Lorenzo, un ragazzo di 14 anni molto introverso che fin da piccolo ha avuto problemi a socializzare con gli altri bambini. Preoccupata per questo suo comportamento anomalo, la madre lo costringe ad andare da uno psicologo, che gli diagnostica un disturbo narcisistico della personalità; a detta dello psicologo, Lorenzo si sente superiore agli altri e non vuole mischiarsi alla massa, tanto che le uniche persone degne del suo affetto sono suo padre, sua madre e la nonna……
Nel 2012 dal libro è stato tratto l’omonimo film diretto da Bernardo Bertolucci.
Un grande viaggio introspettivo che rappresenta la personalissima lettera d’addio di Bernardo Bertolucci dopo la sua scomparsa, avvenuta nel novembre 2018.
Il film può essere visto su Filmin
NICCOLÒ AMMANITI
Niccolò Ammaniti è nato (1966) e vive a Roma. Ha esordito nel 1995 con il romanzo Branchie. È autore di romanzi e racconti tradotti in tutto il mondo: Fango (1996), Ti prendo e ti porto via (1999), Io non ho paura (2001, Premio Viareggio), Come Dio comanda (2006, Premio Strega), Che la festa cominci (2009), Io e te (2010), Il momento è delicato (2012), Anna (2015) e La vita intima (2023)
Dai suoi libri sono stati tratti cinque film: L’ultimo capodanno (di Marco Risi, 1998); Branchie (di Francesco Ranieri Martinotti, 1999); Io non ho paura e Come Dio comanda (entrambi diretti da Gabriele Salvatores, 2003 e 2008); Io e te (di Bernardo Bertolucci, 2012). È autore e regista del docu-film The Good Life (2014). Nel 2018 va in onda Il miracolo, una serie tv originale SKY di cui è showrunner, co-sceneggiatore e co-regista; nel 2021 Anna, la serie tv prodotta da SKY e da lui scritta e diretta, tratta dall’omonimo romanzo.
Questo impasto è una ricetta davvero semplice, cosi’ da ottenere delle golosissime castagnole con ricotta da passare nello zucchero morbide all’interno e friabili all’esterno.
RICETTA PER LE CASTAGNOLE:
2 uova intere
70g di zucchero semolato
scorza grattugiata di un’arancia possibilmente non trattata
30ml di succo d’arancia
260g di farina 00
40g di fecola di patate
20ml di grappa o limoncello
140g di ricotta
8g di lievito per dolci (mezza bustina)
pizzico sale.
IN PIÙ:
olio per friggere di semi di arachidi o girasole
zucchero a velo
PROCEDIMENTO:
Per la realizzazione di queste semplici e buonissime castagnole morbidissime di ricotta e arancia di carnevale partiamo col preparare l’impasto base.
In una ciotola abbastanza capiente, sbattere le uova intere con lo zucchero e la scorza grattugiata dell’arancia e il succo.
Aggiungere la ricotta, la grappa o limoncello e mescolare il tutto.
Versare la farina, la fecola, il lievito per dolci e il pizzico di sale precedentemente mescolati e setacciati assieme e impastare velocemente il tutto fino ad ottenere un panetto omogeneo e leggermente appiccicoso.
Avvolgere il panetto ottenuto con della carta pellicola, e lasciare riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti.
Nel frattempo in una padella, mettere a riscaldare abbondante olio.
Una volta riposato, staccate dall’impasto dei pezzi e formate delle palline grandi quanto una noce per peso di circa 15g l’una.
Friggere in abbondante olio caldo per circa 3-4 minuti, le palline ottenute .
Passate le castagnole ottenute su carta assorbente per togliere l’olio in eccesso e poi spolverizzatele con dello zucchero semolato.
A questo punto, le vostre deliziosissime e profumatissime castagnole di carnevale impasto morbido con ricotta e arancia saranno pronte per essere gustate.
GIANNI RODARI, SCRITTORE, GIORNALISTA, PEDAGOGO E FAVOLISTA
Gianni Rodari, scrittore, giornalista, pedagogo, intellettuale è considerato il maggiore favolista del Novecento. Nacque a Omegna (VB) il 23 ottobre 1920 e dopo la morte del padre (1929) si trasferì a Gavirate (VA). Ottenuto il diploma magistrale e lasciata l’università, insegnò per qualche tempo in alcune scuole elementari della zona di Varese. Nel 1944 si iscrisse al PCI, divenne funzionario del partito e ricevette l’incarico di dirigere il settimanale comunista L’Ordine Nuovo. Scoprì così la propria vocazione giornalistica e lavorò in seguito anche per altre importanti testate (L’Unità, Vie nuove, Pioniere, Avanguardia, Paese sera). Negli anni ’50 cominciò a dedicarsi alla scrittura per l’infanzia. Compose filastrocche, poesie, favole e romanzi; tra le sue opere più famose: Il romanzo di Cipollino, Gelsomino nel paese dei bugiardi, La torta in cielo, C’era due volte il barone Lamberto e Filastrocche in cielo e in terra. Nel 1970 ricevette il premio Andersen, il massimo riconoscimento nell’ambito della letteratura per l’infanzia, che lo fece conoscere in tutto il mondo. Morì il 14 aprile 1980 a Roma, la città in cui viveva dal 1950.
C’ERA DUE VOLTE IL BARONE LAMBERTO
In mezzo alle montagne c’è il lago d’Orta. In mezzo al lago c’è l’isola di San Giulio. Sull’isola c’è la villa del barone Lamberto, un signore molto vecchio, molto ricco, sempre malato. Le sue malattie sono ventiquattro, e solo il fedele maggiordomo Anselmo è in grado di ricordarsele tutte… Ma ecco che intanto piombano sull’isola il perfido nipote Ottavio, che mira ad impadronirsi dell’eredità, e una gang di banditi decisi a rapire il barone e a chiedere un riscatto enorme. Le storie di Rodari offrono divertimento e una girandola di situazioni e personaggi esilaranti: un modo di comprendere questo nostro mondo.
GALA LIRICA AL PRESTIGIOSO TEATRO PRINCIPALE DI PALMA CON LA PARTECIPAZIONE DEL TENORE ALESSANDRO GOLDONI E L’ORCHESTRA E CORO DELLA UIB
La Società Dante Alighieri Isole Baleari e «el Servei d’Activitats Culturals UIB» sei invitati ad un evento unico e gratuito con le arie e brani più emozionati del compositore italiano
VENERDÌ 29 NOVEMBRE 20:00
SALA GRAN TEATRE PRINCIPAL DE PALMA
INGRESSO LIBERO
I biglietti possono essere acquistati presso il Teatro stesso oppure online